Tra casa e Clapa!

 

Continua il viaggio nella Biella della nostra infanzia, tra locali, mode, negozi e divertimento.
Gli anni ’80 e ’90 sono stati quelli delle grandi compagnie, delle piazzette, dei bar e dei sabati pomeriggio aspettando gli amici ai portici della Standa, parcheggiando il Fifty sotto gli alberi in Viale Matteotti.

Gli anni delle vasche, quando era quasi impossibile camminare senza sbattere contro qualcuno, gli anni delle prime, poche discoteche per giovani, dei sedili in legno al cinema Impero e delle sale giochi, luogo di incontro, di svago, di libertà, spendendo quelle poche monetine racimolate dalla nonna durante la settimana.

Per chi bazzicava il centro, uno dei punti d’incontro più gettonati era senza dubbio LA CLAPA. Che fosse un sabato pomeriggio o un giovedì bucando a scuola, la tappa fissa era li, tra giochi vecchi e nuovi, tra urla e risate, quelle poche stanze buie a un passo da via Italia erano il nostro rifugio. Un piccolo angolo di mondo dove tutti in quegli anni abbiamo imparato a giocare a biliardo, fingendo di essere più grandi, tra un gettone, una bevuta e una sigaretta clandestina.

Quanto ci sentivamo belli ad impugnare quelle stecche, con la Marlboro accesa a lato della bocca, fingendoci consumati campioni. Quanto amavamo quel locale fumoso, l’aria rarefatta e la nebbia di nicotina che per un attimo ci faceva scordare di essere in un piccolo paesino piemontese.

Pomeriggi a giocare e a litigare per tutto e per nulla, tra quei muri testimoni dei primi schiaffi presi e dati, di amicizie nate e finite nel tempo di una partita, di gettoni scroccati, di ragazze (poche) amiche di amici. Varcata quella soglia il tempo sembrava fermarsi, tutto scorreva più lento e i pomeriggi erano piacevolmente eterni.

Non c’erano incontri organizzati, non c’erano preparativi o giri di messaggi, c’era la Clapa e basta. Ed era li che ci si trovava per passare le giornate, come punto di partenza o di arrivo, in quei sabati troppo noiosi per chi non aveva ancora l’auto o abbastanza soldi per andar lontano.

Abbiamo imparato tutti a giocare a stecca in quella saletta buia, siamo stati tutti umiliati dal campione del momento, finendo poi a sprecare monete girando vorticosamente il volante di Super Sprint o lanciando stelle ninja con Shinobi.

Tutto era più semplice, i giochi e lo svago erano quelli, non c’era la comodità del divano ne la consolle di ultima generazione, non c’erano classifiche online, c’erano solo nomi anagrammati su uno schermo opaco, improbabili record da battere, perché noi non voleva essere altrove, l’altrove era li, tra fumo e amici, adolescenti divisi tra casa e Clapa.

LBCP

 

3 thoughts on “Tra casa e Clapa!

  1. Che forzaaaaaa, che momentiiii… Grazie a chi ha scritto queste belle parole. Garantisco la veridicità su tutto e beato chi l’ha vissuti quei bei tempi che furono. Purtroppo nn torneranno mai, ma rimarranno nella nostra mente e nei nostri cuori. By Moreno

  2. Quanti anni meravigliosi in Clapak, mi sono rimasti nel cuore i sabati al biliardo, le tante facce ormai scomparse e le abitudini che appartenevano ai nostri 18 anni di età, senza Internet e tutto quello che ha cambiato il nostro modo di

  3. vivere negli ultimi 20 anni. Ciao Moreno, sarebbe bello poter vedere qualche foto dell’epoca, a casa ho ancora triangolo, gessetto, numero 9 e civico (7b) della serata di chiusura, 27 maggio 1997. Un saluto all’autore di questo articolo (chi sei?), dodo