Piante contro Zombie

1º novembre. Festa dei defunti. Traffico in tilt e cimiteri pieni, code all’ingresso così lunghe che a confronto il padiglione giapponese di Expo sembra un ritrovo di 4 amici. Anziani indispettiti ma scattanti come non mai, pronti ad accaparrarsi il parcheggio più comodo. Frizioni violentate e Pandini tirati a lucido per la domenica over 70 più cool dell’anno. 
Lavoro Straordinario e ore piccole per i fioristi sempre più indaffarati in questi giorni. Negozi pieni, tra spintoni a colpi di gomiti raggrinziti, mogli che esortano mariti annoiati a fare giustizia per i torti subiti al grido di “Antonio, t’è vist che cula fumna l’ha pasame davanti” e l’inevitabile conta dei superstiti dell’anno precedere. 

Tutti allucinati, stile zombie, inebetiti da questa corsa folle, tutti a far a gara per il mazzo più bello, più appariscente, più costoso perché i morti vanno rispettati, a quanto pare più dei vivi. 
Se la stessa devozione, lo stesso spirito “santo” coinvolgesse la gente anche per realtà più Vive, forse il mondo sarebbe un posto migliore. Ma questa è solo demagogia, chiacchiere da bar e retorica da paese. 

Noi siamo italiani e viviamo radicati nelle nostre tradizioni, poco importa che siano antiquate, quasi medievali, dispendiose quando non potrebbero esserlo, esagerate quando basterebbe un pensiero, noi siamo così, ci armiamo di buona volontà per cose futili, per il superfluo e spesso solo per apparire. 
Ognuno ha le sue priorità e non è nostra intenzione criticare e giudicare le scelte altrui, ci fa solo sorridere vedere questo prodigarsi per chi non c’è più per poi snobbare chi è ancora qui e fatica a restarci. 
Noi italiani che il 1º novembre ci facciamo il mazzo, non importa che sia per qualcuno che non può apprezzarlo, basta che sia migliore di quello nella lapide vicino e tutto va bene. 

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