Natale in Centro (commerciale)

Natale si avvicina e la città si veste a festa ancora una volta, immancabili gli addobbi, le luci, i tappeti rossi e in più quest’anno una simpatica novità a far da cornice, gli gnomi della lana. Tutto il centro sembra pervaso da una curiosa euforia, tra anziani infastiditi dal freddo, cassa integrati infastiditi dai prezzi, genitori infastiditi dai figli e figli infastiditi dai genitori.

Poi ci sono quelli che odiano il Natale, o fingono di odiarlo, perché fa tanto Cool essere contro qualcosa che tutti amano e cosi manifestano il loro “disagio” vandalizzando le strutture e recando danno.

Personaggi discutibili che probabilmente passano la maggior parte dell’anno a lamentarsi della città, dei pochi sbocchi che offre, della scarsezza delle iniziative, per poi sfogare la rabbia con gesti a dir poco avvilenti.

Eppure, nonostante l’impegno, quell’atmosfera che ha sempre caratterizzato il centro stenta a decollare, non c’è più quella voglia di sclerare cercando parcheggio in qualche via laterale, ora è più comodo andare agli Orsi, a cercare inutilmente qualcosa di unico e originale.

Biella è anche questo, una città spaccata a metà tra chi vuole vivere le tradizioni classiche e chi preferisce la comodità del lusso a buon mercato.

Sicuramente le luminarie anni ’80 e i tappeti rossi made in Shun-Fa non aiutano a tener alto il morale ma almeno si prova a cantare Jingle Bell soffocando l’amarezza per quello che un tempo è stato un momento di gioia e festa da vivere per le vie cittadine.

E così piano piano la festa si è spostata altrove, in quel curioso, amato/odiato centro commerciale che tutti conosciamo e che almeno una volta ci ha visti protagonisti dell’untile ricerca di qualcosa di bello, tra regali dozzinali, musica a tutto volume, babbi natale sottopagati e super offerte solo per chi vende.

Tutti abbiamo provato l’euforia di parcheggiare a km di distanza fingendo che sia comodo, gironzolando come zombie tra un negozio e l’altro, abbottonando e sbottonando la giacca, con escursioni termiche da 8C° a 30C° e viceversa per ritornare poi alla propria auto sussurrando “qui non ci metto più piede” ..per poi tornarci sicuramente qualche giorno dopo.

E’ il ciclo delle cose, la novità, il moderno, la globalizzazione o forse sono solo scuse per convincerci che il futuro è questo, lasciandoci alle spalle un passato più intimo e vero, quello della Città e del suo cuore.

In pochi anni siamo passati da far festa in centro a far festa in centro commerciale.

Auguri
LBCP

 

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