Il Risveglio della Biella che piaceVa

Eccoci qui, colpiti dalla Star Wars Mania e trascinati da un entusiasmo che ci accompagna fin dall’adolescenza, siamo stati al cinema per vedere questo tanto atteso settimo capitolo firmato JJ ABRAMS.

—ATTENZIONE SPOILER—
Per chi non avesse ancora visto il film è sconsigliato proseguire in quanto questa è una recensione contenente spoiler sulla trama. Biellesi curiosi avvisati!! 

 

Abbiamo deciso di recarci al cinema Odeon per 2 motivi, il primo prettamente tecnico in quanto non siamo amanti del 3D, nonostante sia appurato che la pellicola abbia uno dei 3D migliori degli ultimi anni, il secondo motivo è valutare la temperatura del cinema dopo le numerose polemiche dei giorni scorsi. Diamo atto che nonostante le poltrone siano sempre scomodissime per chi è più alto di 170, la temperatura era più che accettabile, sicuramente la sala gremita ha contribuito a creare l’effetto stalla-bue-asinello, ma veniamo alla pellicola:

Le aspettative era alte, altissime, vuoi perché il regista è il nuovo Re Mida di Hollywood, sponsorizzato direttamente da Mr. Steven Spielberg in persona, vuoi perché finalmente dopo 30 anni il cast originale è stato radunato per questa operazione dalle vaste proporzioni e sorretto da una campagna pubblicitaria senza precedenti.

La prima parte indubbiamente è la migliore, anche se il tutto stenta a decollare, i “nuovi” eroi si fanno strada tra scenari ricostruiti alla perfezione, con un movimenti di macchina frenetico quando serve in puro stile JJAbramas. Ma veniamo ai protagonisti:

Rey (Daisy Ridley) è una piacevole sorpresa, eroina tutta d’un pezzo con un passato oscuro e abilmente coperta (in pieno stile Disney). Abbandonata su un pianeta semi-deserto, si destreggia con lavoretti di fortuna fino a che il suo destino incontra quello di BB-8 prima e di Finn il disertore dopo.  Come faccia a pilotare con maestria il Millennium Falcon fermo e in disarmo da anni, a ripararlo in pochi istanti, a padroneggiare l’uso della spada Laser (tanto da sconfiggere il ben più esperto Kylo Ren) ad usare la forza dopo un paio di schiaffati ad opera sempre di Kylo Ren (quando anche a Luke ci volle molto allenamento sotto la guida Obi Wan prima e di Yoda in seguito per sviluppare le sue abilità latenti) non ci è dato saperlo!

Finn (John Boyega) è un disertore credibile nelle intenzioni, un po’ meno nelle azioni che ne determinano il fato, come conosca ogni trucco e segreto della stazione del primo ordine (compreso il modo per distruggerla) come riesca a sparare perfettamente, a destreggiarsi con una spada Laser, come sappia tutto/troppo ..quando lui stesso ammette di essere solo un soldato addetto ai servizi igienici, non ci è dato saperlo!

Han Solo (Harrison Ford) Non nascondiamo che vederlo salire sul Millennium Falcon con il fedele Chewbacca e esclamare “Chube, siamo a casa” ci ha commosso e non poco ma il nostro entusiasmo si ferma li, perché per tutto il resto della pellicola il buon Han non ha fatto altro che ammiccare, sorridere, boffonchiare con la tipica espressione di chi è li solo perché Deve esserci e l’epilogo che lo vede soccombere per mano del figlio è stato fin troppo telefonato per chi, come noi, segue i blog di cinema. Infatti lo stesso Ford ha ammesso più di una volta che non avrebbe partecipato alla nuova trilogia, era quindi scontato che il contrabbandiere strapazzante sarebbe morto in questo settimo capitolo.

Kylo Ren (Adam Driven) Ecco la vera incognita di questo film. Per mesi JJ ci ha lasciato indentare che questo nuovo super cattivo sarebbe stato il degno erede di Vader, una nuova mente diabolica tutta d’un pezzo, cinico e spietato, capace di far tremare la resistenza e distruggere ogni avversario, invece quello che ci siamo trovati davanti è stato un ragazzino, impaurito, isterico e poco convincente. A differenza dei molti che hanno criticato la scelta di “orecchie” Adam Driver, noi riteniamo che fosse uno dei pochi attori veramente in parte, insipido e confuso come il suo ruolo e il suo personaggio e diamo atto che JJ ha fatto una cosa a cui nessuno aveva pensato, un cattivo che Vuole essere tale, che aspira al male, sedotto invece dalla Luce, dal lato buono, che cerca in tutti i modi di resistere, che vuole il lato oscuro ma è troppo debole per farlo suo. L’uccisione del padre ha sicuramente contribuito a fare un passo verso l’oblio e nei capitoli successivi forse potrà davvero diventare qualcosa di più del nipote sfigato di Darth Vader.

Leila Organa (Carrie Fischer) Sempre affascinante e un po’ imbolsita la Fischer fa bene la sua parte, risulta credibile e splendidamente invecchiata, anche se ai fini della trama è indubbiamente inutile, ma come si poteva fare uno SW VII senza di lei? Impossibile, come impossibile capire il motivo dell’abbraccio con ls sconosciuta Rey a fine pellicola.

Luke Skywalker (Mark Hamill) Non pervenuto, però la barba era ben curata, per essere un eremita.

Captain Phasma e Leader Supremo Snoke si contendono invece la palma di personaggi più inutili della pellicola, il primo (interpretato dalla giunonica Gwendoline Christie) è poco più di una macchietta ridicola che si fa infinocchiare da Finn in 5 secondi contribuendo alla distruzione della base.
Il secondo, il Leader supremo Snok (un Andy Serkin in motion capture) è una delle più imbarazzanti e inutili figure di tutta la pellicola, privo di spessore, con un’animazione digitale ridicola e palesemente finta, non riesca a trasmettere neanche un decimo dell”imponenza e del terrore che aveva l’imperatore Palpatine.

Abbiamo volutamente tralasciato alcuni personaggi a nostro avviso inutili ai fini della storia ma presenti solo per far cassa nelle emozioni dei più nostalgici, come il nuovo androide idolo dei più piccoli BB-8, il pilota tutto d’un pezzo Poe Dameron, destinato a prendere il posto di Han Solo nel cuore di molti e Maz Kanata, la nuova Yoda de noialtri.

Per quanto riguarda la trama in generale, i troppi rimandi, citazioni, omaggi a Ep. IV Una Nuova Speranza hanno in parte rovinato e compromesso lo svolgimento della storia, palesemente ispirata, forse troppo al primo capitolo, perdendo però quella vena poetica che rese celebre la saga di Lucas.

Nessun momento “biblico”, nessun passaggio da mozzare il fiato (fatta eccezione forse per la scontata morte di Han Solo) Nessun attimo intenso spinto da una musica potente a far sobbalzare il cuore. Solo tanta azione, tante citazioni, tanta/troppa carne al fuoco che speriamo, sia abilmente dipanata nei capitoli successivi, perché per ora, l’unica Forza che abbiamo percepito è stata quella di non soccombere al lato oscuro, rimpiangendo l’ingenuità ridicola di Lucas e dei suoi pupazzi digitali.

LBCP

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