Il paradosso della vasca

Noi biellesi tra tanti problemi, paure, delusioni, incazzature, abbiamo sempre e comunque avuto una certezza (molto più radicata fino a qualche anno fa): La Vasca in via Italia del sabato pomeriggio.

Ecco, questo curioso rito che si ripete a ritmo costante ogni fine settimana, coinvolge tantissime persone di ogni etnia, età e ceto sociale. Si tramanda di generazione in generazione come fosse un vecchio artefatto di famiglia, di padre in figlio, ma soprattutto di madre in figlia.

Si perché, purtroppo, quello che ne viene fuori la maggior parte delle volte è un quadro abbastanza avvilente fatto di “apparire a tutti cosi” sfoggiando improbabili mise che più che esaltare la persona, avviliscono il resto del mondo.

Ed ecco che si possono trovare schiere di leggings troppo stretti in donne troppo larghe, che viste da lontano ricordano 2 rinoceronti che lottano sotto una coperta, pellicce a settembre (perché io ce l’ho, non dimenticatelo) e Top smanicati a Gennaio, che esaltano il nuovo tatuaggio cool, perché diciamolo, va mostrato a tutti, per forza, sempre, poco importa avere la “pertosse” il giorno dopo.

Ragazzini con tagli alla One Direction, che manco i One Direction userebbero più, uomini con un riporto cosi evidente che ci si chiede, rabbrividendo, da dove parta realmente, finti Rolex sopra il polsino di finte camice che farebbero sorridere anche il Conte Max.. ma soprattutto: 15enni che si atteggiano da 20enni, 20enni che si atteggiano da 30enni, 30enni che si atteggiano e basta e 50enni che si atteggiano da 15enni, cosi, giusto per chiudere il cerchio.

La Vasca è anche questo, muoversi in un mondo fatto di apparenza, dimenticando spesso, soprattutto d’estate, che esiste una vasca anche a casa e ha uno scopo molto più nobile, perché sfilare va bene ma farlo dopo essersi lavati è meglio. Lasciateci almeno l’olfatto, la vista e il gusto li abbiamo persi da tempo.

Ma nonostante tutto, ognuno è libero di fare e indossare ciò che vuole ma poi sia pronto a pagarne le conseguenze, tra risatine e commenti a bordo strada, perché tutto questo fa parte del nostro modo contorto di vivere la “Vasca”. In quelle poche ore di sfilata non contano i problemi economici, l’importante è comunque, sempre e solo, dimostrare qualcosa, anche quando non si può.

La Vasca è anche questo, improbabili personaggi in cassa-integrazione o in mobilità, con accessori da migliaia di euro, sfilate ingombranti di auto sportive parcheggiate davanti al Bar più IN, senza un perché, tra facce accondiscendenti e inebetite. E a protestare restano solo le cambiali sul giornale del lunedì.

Anche questo è Biella, essere e apparire, 2 facce purtroppo della stessa medaglia, anche se spesso e volentieri la medaglia è solo una patacca!

LBCP

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