C’era una volta …. Via Italia

C’era una volta Via Italia, c’era una volta lo shopping in centro ,quello fatto di interminabili giri cercando un parcheggio, di mogli anziane improvvisate vigili urbani per “prenotare” il posto auto al marito intento a far manovra.

C’era una volta la boutique che si ammirava solo dalle vetrine, con i suoi prezzi proibitivi e che una volta all’anno diventava “per tutti”, c’era una volta Babbo Natale con le caramelle, i tappeti rossi e le orchestrine a intonare sempre gli stessi jingle, c’era una volta chi chiedeva l’elemosina, uno, due al massimo di cui sapevamo nome e cognome e storia sociale, che miti e mesti attendevano un gesto di buona volontà, cera una volta tutto questo …poi è finito, o almeno si è molto ridimensionato.

In pochi anni tutto è diventato routine, tutto è cambiato, in pochi anni tutto si è spostato altrove. Sono nati Gli Orsi, orgoglio e condanna di questa piccola realtà biellese. Inizialmente concepiti e sponsorizzati come “la nuova grande realtà di aggregazione Biellese”, un’eredità pesante già abbondantemente mal gestita dal CDA di Via Lamarmora.

Gli Orsi, tanto osannati, tanto voluti, tanto criticati ma in fondo da tutti “usati”, non sono riusciti a infondere nel cittadino biellese quel senso di unicità che si erano prefissati, perché chi ha visitato i “veri” centri commerciali sparsi per il paese ha notato subito le differenze abissali, di negozi Unici agli Orsi non se ne vedono, di Novità agli Orsi non se ne trovano, di Originale agli Orsi non c’è nulla se non l’avercelo fatto credere.

Avevamo già il nostro angolo di benessere, avevamo già la nostra zona calda, fatta di vasche in compagnia, di incontri, di cioccolate calde bollenti e di amici rivisti per caso. Purtroppo però gli interessi economici di pochi hanno avuto la meglio sul gusto dei molti. Ma la colpa non è solo del nuovo centro commerciale, la colpa è anche del Biellese medio che ha visto in quell’agglomerato la comodità a scapito della qualità.
La colpa è anche dei vecchi proprietari di immobili del centro che non hanno saputo adeguarsi ai tempi proponendo affitti esorbitanti e costringendo molti ad abbandonare il centro storico.
La colpa è anche nostra, che li abbiamo lasciati fare, li abbiamo lasciati spostare il nostro cuore con la falsa promessa di donarcene uno più bello, più nuovo, più alla moda, ma ahimè alla fine è risultato essere solo più grande e più banale.

Via Italia oggi a fatica prova a sopravvivere, pulsa di unicità e snobismo (quello snobismo puro, che almeno un paio di volte all’anno ci piace tanto ostentare anche a noi “normali”), resterà sempre il cuore pulsante di questa città, perché il vero shopping natalizio sarà sempre e solo per le vie del centro, con la borsa griffata a far vedere  tutti che “anche noi possiamo comprare li” ..con un po’ di arroganza, poco importa che la nostra auto sia a rate e il telefonino di ultima generazione sia a contratto, una volta all’anno anche noi possiamo essere quelli che possono!
Perché avranno pure spostato la comodità ma non potranno mai spostare la qualità.

C’era una volta Via Italia … ma questa favola non finisce con “Felici e contenti”

8 thoughts on “C’era una volta …. Via Italia

  1. giangi il said:

    D’accordo su tutto, soprattutto sul non finisce col “vissero felici e contenti” …. Perché non finisce… I fuochi di paglia divampano velocemente e con un gran calore … Ma le braci covano sotto le ceneri… E a volte ritornano…. Le vie del centro

  2. Cristiano il said:

    “Gli Orsi” sono semplicemente un aggregato artificiale, privo di anima e di storia. Un “non luogo” deputato al commercio e totalmente sradicato dal contesto culturale della città. Chi lo ha concepito e voluto non aveva evidentemente i mezzi per prevederne le conseguenze o forse si, ma se ne è infischiato attratto da altri interessi. Metterei francamente in soffitta lo stereotipo dello “snobismo” biellese, morto e sepolto come il ricordo di quella Via Italia.

    • GoodMan il said:

      Gli Orsi sono frutto, come al solito, del sinistrismo della Coop.
      Da sempre l’ideologia del Partito ha condannato gli imprenditori e il capitalismo per poi costruire mostri capitalistici peggiori che han distrutto “il piccolo” a favore del “grosso”.

      Basta dire che gli incidenti avvenuti nei cantieri durante la costruzione del centro commerciale sono stati facilmente risolti mentre ad altri “tapini” non coperti dalla politica han tenuto bloccato il cantiere un anno. “Giustizia” all’italiana.

  3. …rivogliamo la via Italia di una volta!!! E lo dico da bauscia milanese contento di vivere a Biella!!!

    • via Italia ha iniziato a morire già un pò quando hanno spostato il mercato,gli orsi hanno dato il colpo di grazia,era così bello potevi andare al mercato e poi farti la passeggiata x vedere le vetrine:, i bar erano sempre pieni di gente, i negozi erano tantissimi ,ora invece è una desolazione, se invece vai agli orsi ti manca anche il respiro con tutta quella massa di gente che gira lì tutto il giorno anche con i bimbi nelle carrozzelle,io ho una nipotina di 3 anni ma quando usciamo, la porto in burcina a Bielmonte e ad aOropa dove, x fortuna si respira l’aria pura! Purtroppo la vecchia Biella sta morendo ,hanno spostato l’ospedale ora spostano la mutua ,il laboratorio analisi, tutti edifici vuoti che impoveriscono la città x non parlare dei bar limitrofi,che avranno un danno enorme e le persone anziane penalizzate da un enorme disagio,è molto triste vedere tutti questi cambiamenti ! bisognerebbe fare in modo che almeno la nostra via Italia potesse tornare quella di una volta!

  4. L’unica cosa decente che poteva portare un Centro Commerciale non è ancora arrivata! Un multisala come The Space o UGI….ma noi abbiamo i nostri cari VECCHI Mazzini, Odeon, Sociale, Impero…dove gli schermi sono microscopici e la grafica fa schifo!

  5. giulio il said:

    Sono nato a Biella, ma da tanti anni vivo a Torino. Però 2 o 3 volte all’anno ritorno, anche solo per una mezza giornata e mi piace rivedere i luoghi della mia gioventù. Certamente Via Italia ed alcune vie attigue mi sembrano proprio cambiate tanto in peggio quantomeno dal punto di vista commerciale. Non conosco gli “Orsi”, quindi il mio giudizio può risultare di parte, però mi mancano alcuni riferimenti che provo ad elencare e che facevano parte della vita di noi studenti degli anni sessanta ed anche delle nostre famiglie.
    La Pasticceria Craveja, il bar Pasticceria Ferrua, il negozio di articoli sportivi Nicola Aristide, il negozio di primizie Rodda in via S. Filippo, un bar del Barolo Chinato in via Marconi, credo, il Bar Grand’Italia ai Giardini Zumaglini soprannominato dal popolo “al cantun dij stüpid”, la drogheria Carpano con i suoi vecchi scaffali e forse le sue commesse con il grembiule nero, il negozio di stoffe dei genitori dei miei amici Ghiron di fronte alla Chiesa della Trinità….
    E poi a carnevale tutti gli studenti delle superiori con i loro cappelli colorati a fare le vasche e a cantare l’inno del loro Istituto, sempre pronti a menare le mani ma senza troppa violenza e Via Italia con i tombini aperti per facilitare lo sgombero della neve sciolta dall’acqua che veniva fatta scorrere dal rione Riva etc.
    Nostalgia, certamente, ma il progresso è fatto di fast food, di gallerie commerciali dove d’estate si sta al fresco e d’inverno al caldo, perdendo di vista la bellezza dei centri storici, dei portici, dei monumenti, che sono la memoria vivente delle città.
    In paesi a noi vicini (Francia, Germania per esempio) si sta cercando di riqualificare i centri storici con aiuti economici delle municipalità agli operatori commerciali ed ai proprietari degli immobili. Qui da noi ne parliamo un’altra volta.