Biella, piccola città bastardo posto

Piccola città bastardo posto…” cantava Guccini anni fa e mai frase fu più azzeccata per descrivere questo luogo perso tra le nebbie piemontesi.

“Piccola” perché, per fortuna o purtroppo, ci si conosce tutti, “Bastardo posto” perché ci ha sempre fatto credere di essere immortale.

E invece no, noi non siamo altro che un paesone, ci siamo illusi, ci abbiamo creduto, per anni, decenni, abbiamo volato alto, vivendo di stoffe e tessuti, senza mai preoccuparci di cercare alternative perché “quel mercato” sembrava cosi inattaccabile, il nemico cosi lontano e la concorrenza cosi scadente.

Chi, tra voi che leggete, non avuto almeno un parente operaio/dipendente in una delle centinaia di fabbriche biellesi, che poco a poco hanno chiuso perché inadeguate, massacrate di tasse, surclassate dal potere orientale o semplicemente sedotte dalle agevolazioni garantite dai paesi dell’Est.

Piccola città che per anni ci ha illuso ma che alla fine ci ha tradito, o meglio è stata tradita, dai poteri forti, dallo stato, dalla paura di non farcela, sedotta e abbandonata come una donnaccia dal corpo scadente, che non ha più nulla da offrire.

Sono poche le realtà che hanno resistito, nomi importanti che sono riusciti a mantenere quella qualità eccelsa del “Made in Biella”, che ha permesso loro di surclassare il potere dei grandi, perché, per fortuna, la Qualità batte ancora la quantità.

Biella non è morta, come molti vogliono farci credere, ha semplicemente cambiato pelle. Zoppicando e arrancando sta cercando di risollevarsi con le nuove Startup fatte di passione, coraggio e speranza. Tra i molti che purtroppo chiudono c’ è anche qualche “pazzo” che ci crede.. e investe (pazzo in senso buono perché una città ferita come la nostra ha sempre bisogno di qualcuno che osi ancora e che spinga anche i piu scettici a crederci)

Biella è viva, perché una città morta non riempie i pub, le discoteche, i locali alla moda e il parcheggio degli Orsi ogni weekend, forse non c’è più il benessere di un tempo, forse molti sopravvivono e vivono  grazie ai soldi di Papino e la mancia (sostanziosa) della nonna ma comunque ci sono e speriamo vogliano restare.

Le nuove leve per ora sono perse tra Cocktail, selfie e dj alla moda ma vogliamo credere sia solo una fase transitoria, come anche noi abbiamo avuto, perché il futuro è anche e soprattutto in mano a loro. La cosa spaventa molto ma in fondo non possiamo che continuare a lottare e crederci perché questo posto è anche nostro.

Piccola città ma grande volontà, anche di leggere fino in fondo questo “inutile articolo” che non aggiunge nulla a quello che già sappiamo, ma che almeno, per 5 minuti, ci ha fatto riflettere su quanto sia bello sognare e perché no, svegliarsi e vivere il sogno!

LBCP

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