Altro giro altra corsa, ma un po’ più nascosti.

Gli anni passano cosi in fretta, la città in movimento si evolve, cambia forma di continuo, sposta e ridimensiona tutto, lasciandoci spesso, solo il pensiero di quello che fu. Eppure, per molti di noi è ancora vivo il ricordo della Biella in cui siamo cresciuti, con le sue attrazioni, i suoi momenti di svago e quelle sere passate alla Fiera.

Ancora ci si emoziona rivivendo nella mente qell’euforia crescente nel veder sfilare i carrozzoni in centro, osservarli far manovra nel piazzale del “mercato nuovo” e prima ancora in via Lamarmora, cominciando ad allestire quello che nelle settimane a venire sarebbe stato il “nostro” parco giochi, il tutto accompagnato dall’immancabile pioggia.

Erano gli anni della grandi giostre innovative, dei giri in autoscontro seduti sul bordo, litigando con chi provava a venirci addosso, del tiro a segno, della pesca miracolosa, dei rientri a casa con mille palloni SuperTele, del pungiball occupato dai bulli di zona, del tunnel dell’amore e del Tagadà.

Quanti giri su quella giostra assurda, seduti, in piedi, fingendo di saperci fare solo per far vedere agli amici o alla bella di turno quanto eravamo tosti, mentre la voce squillante dello speaker annunciava giravolte improbabili, salutando la bionda seduta o il ragazzino impacciato sempre a gambe all’aria.

Gli anni degli appuntamenti con la compagna di classe a cui facevamo il filo, che ci sfotteva ridendo con le amiche, dei gettoni fregatii e dei buoni giostra regalati a scuola, dei panini imbottiti al chiosco chalet, dal sapore unico, sorseggiando una bibita e fumando furtivamente una sigaretta scroccata.

Quando la Fiera arrivava in città era sempre festa, perché erano attimi di svago tutti per noi, non c’erano altri momenti di aggregazione così importanti, non c’erano le chat e le discoteche in zona si contavano su una mano, per noi troppo giovani il divertimento era li, raggiungibile a piedi, in pullman, in motorino o accompagnati dai genitori, era per tutti e il fatto che fosse in centro ci faceva sentire a casa.

Purtroppo le cose cambiano e molte volte in peggio. Sicuramente la nuova location ha dato più spazio e garantito una viabilità migliore ma ci ha tolto quel sapore intimo che caratterizzava l’evento. Sembra quasi che si sia voluto relegare il divertimento a un angolo nascosto, lontano da tutto e tutti, credendo di far bene quando invece si è solo ghettizzato un divertimento che univa la città proprio perché Vivo al suo interno.

Anche l’approccio dei giovani d’oggi è diverso e chi ha vissuto la fiera di un tempo se ne sarà reso conto, lo spirito di divertimento puro si è perso, la voglia di giocare ad ogni età ..pure. Resta solo un bieco consumismo fatto di giri troppo brevi in giostre troppo care.

Il sapore di un tempo è svanito lasciando posto alla nuova generazione, troppo impegnata a non spettinarsi o a chattare che a ridere di gusto cadendo da quel Tagadà che oggi non gira più vorticoso come un tempo.

LBCP

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